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Storia della Radio






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Gli anni del miracolo economico

Dopo la guerra, la Rai riprende gli studi sulla televisione sperimentale. A Torino, sede fin dal 1930 del Centro Ricerche dell’EIAR-Rai, entrano in funzione un trasmettitore televisivo e il primo studio di ripresa, situato in via Verdi. In occasione della Prima Esposizione Internazionale della Televisione a Milano iniziano, l’11 settembre 1949, le trasmissioni televisive sperimentali, mentre dal gennaio 1954 comincerà il regolare servizio di televisione in VHF.
Iniziano i favolosi anni Cinquanta e, visitando il museo, si torna con la mente alle immagini in bianco e nero dei concerti di Elvis trasmesse con i primi monumentali televisori inglesi e americani, come il modello “Bush TV22” del 1949 o l’ “Emerson 606” con schermo da 10 pollici, che permetteva una scansione delle immagini a 525 linee.
Il museo Rai conserva anche molte delle attrezzature professionali utilizzate negli studi radiotelevisivi negli anni 1950-1970: dagli apparecchi di fonoincisione usati per registrare su dischi a 78 o 33 giri le sigle musicali più ricorrenti, ai microfoni piezoelettrici “Webster”; dalla telecamera “General Electric” usata per le prime trasmissioni ufficiali nel 1954, ai proiettori da studio degli anni Sessanta; dai registratori portatili, ai microfoni dinamici.
Anche le apparecchiature domestiche sono ampiamente rappresentate nel museo e per i visitatori adulti il percorso diventa davvero un viaggio nei ricordi personali: ecco la radio che trasmetteva le canzoni del Festival, i sintonizzatori per la filodiffusione, il “Geloso G250” (primo registratore a nastro plastico di uso domestico, 1952), la prima radiolina americana a transistor (1954), il televisore in grado di ricevere il secondo canale (dopo il 1964), il primo telecomando a ultrasuoni (1962).

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