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Storia della Radio






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Gli anni Trenta

Il territorio italiano viene in questo decennio interamente coperto dalla rete radiofonica a onda  media: la radio non è più un oggetto di lusso o per appassionati, ma si diffonde capillarmente nelle case e nei luoghi di ritrovo. Il ricevitore “Marelli” modello “Coribante” del 1931 è il primo apparecchio prodotto in grande serie dall’industria italiana, il cui motto era: “Il meglio in radio”. Tra gli oggetti più rari e curiosi dell’epoca, possiamo ammirare anche un microfono da tavolo “Philips 1210” con sospensione elastica; un Grammofono-incisore “Duplex” per dischi a 78 giri del 1932 (uno dei primi registratori fono-meccanici domestici); il prototipo di un registratore magnetico a filo d’acciaio “Poulsen” (1930) e anche il registratore su nastro d’acciaio “Lorenz Stahtonbandmaschine” del 1935, quest’ultimo usato per la registrazione magnetica dei programmi radiofonici EIAR da trasmettere in differita (esistono bobine registrate più di cinquant’anni fa con questo strumento, che permettono ancora oggi una chiara riproduzione!).

Nel decennio 1930-1940 vengono ancora prodotti modelli di radio di lusso, come il “Marelli Aedo”inserito in un mobiletto a due ante o il “Marelli Nilo bianco” con giradischi incorporato, salgono però alla ribalta anche modelli popolari. A partire dal 1933 il governo fascista istituisce l’Ente Radio Rurale, allo scopo di diffondere la radio in ambienti collettivi e particolarmente nelle zone rurali delle bonifiche agrarie: viene così prodotta “Radiorurale”, un radioricevitore a prezzo imposto e dalle caratteristiche standardizzate, prodotto da varie case costruttrici e acquistabile solo da istituti scolastici o enti governativi.
Nel 1939 è presentato alla Mostra della Radio di Milano il “Fido Marelli”, il più piccolo radioricevitore italiano: economico e funzionale, pesa solo due chilogrammi e conquista subito un vasto mercato. Nelle case italiane trovano ormai posto più apparecchi radiofonici, come dimostra il curioso “Lumeradio Arel”, un modello che, incorporando la funzione di radio e quella di abat-jour, è stato progettato come ricevitore per la camera da letto.

Le case produttrici si sfidano anche dal punto di vista del design, creando modelli sempre più futuristici e innovativi, come la radio “Ducati RR-3404” o la “Phonola 547” (1940).
Anche l’ascolto dei dischi è ormai accessibile a buona parte della popolazione: esistono giradischi portatili a valigetta, robusti e facili da usare, tanto da poter essere utilizzati anche dai bambini: negli anni Trenta si diffondono i 78 giri dedicati proprio al pubblico infantile, con favole registrate e musicate da artisti famosi.

 

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